Chiesa dei Santi Desiderio e Baronto

Chiesa dei Santi Desiderio e Baronto

Dell’abbazia millenaria per secoli meta di pellegrini, oggi si conserva solo la suggestiva cripta, parzialmente affrescata. Poi arrivò la Seconda guerra mondiale e la chiesa venne bombardata la notte del 15 agosto 1944, insieme ad altri punti strategici del territorio, nello stesso periodo di un altro tremendo evento, la strage del Padule di Fucecchio. Tuttavia, dopo la distruzione, la chiesa è stata sapientemente ricostruita utilizzando, per quanto possibile, il materiale originale e rifacendosi all’edificio precedente.

Un edificio la cui storia è legata alle vicende di un monaco franco, Baronto, che di ritorno da Roma, trovò in questa zona il luogo ideale per dedicarsi alla vita eremitica. I numerosi miracoli attribuiti al santo eremita contribuirono all’edificazione di un monastero e di una chiesa abbaziale. La chiesa ha una sola navata e la copertura a capriate lignee, le due cappelle laterali conservano una tela con una Madonna in trono con i santi Baronto e Desiderio databile al Seicento e una tavola con una Madonna con il Bambino in trono tra i santi Baronto e Paolo, opera di Tarquinius Gratius. Sull’altare maggiore è posto un Crocifisso ligneo del XIV secolo.

Ma la chiesa merita un’attenta visita soprattutto per la cripta, sorretta da una selva di colonnine dai capitelli preromanici risalenti al IX secolo. Al suo interno di trova il sepolcro in marmo bianco e verde in cui, secondo la tradizione, sarebbero sepolti i Santi Baronto e Desiderio; sulle pareti vi sono resti di affreschi.